SANREMO Palazzo Roverizio presenta
Voci dall’Iran: musica, memoria, arte e libertà Mercoledì 25 febbraio, ore 17.00
Tra gli Even: OFF del Fes:val di Sanremo prende vita “Voci dall’Iran: musica, memoria, arte e libertà”, un incontro dedicato a questa straordinaria terra, alla sua memoria e alla resistenza culturale, ideato e curato dalla musicista e aBvista Alessia Co*a Ramusino, che ha vissuto in Iran negli anni preceden: la Rivoluzione del 1979.
AJraverso la musica, l’arte e il dialogo, l’evento intende accendere i rifleJori su una realtà che con:nua a essere dramma:camente aJuale. La narrazione prende forma sulle melodie dei brani originali di Alessia CoJa Ramusino, tra cui Nemidunam, ballad già colonna sonora di una fic:on TV di Canale 5, dedicata proprio alla Rivoluzione iraniana del ’79, evento che segnò il rimpatrio forzato della sua famiglia e di tuJa la comunità italiana. La memoria personale diventa così racconto colleBvo, capace di unire passato e presente.
Fondatrice del movimento internazionale di sensibilizzazione 100donneves3tedirosso, Alessia CoJa Ramusino ha costruito negli anni una rete aBva in Italia e all’estero, capace di intrecciare voci, competenze e sensibilità diverse. Una rete che trova piena espressione in questo incontro, arricchito dalle riflessioni storiche e poli:che di Lorenzo Carbone, insegnante, blogger e YouTuber del progeJo Incontri di Storia; dallo sguardo giornalis:co di Parisa Pasendehpoor, giornalista di Irangate News; e dalla forza evoca:va dell’arte di Homeyra Hosseini, ar:sta iraniana che fonde calligrafia persiana, poesia e arte contemporanea. Per l’occasione, Hosseini presenterà l’opera inedita “Un nome per la libertà”. «Continuare a parlare di ciò che sta accadendo in Iran non è solo necessario, è urgente – dichiara Alessia CoJa Ramusino – L’Iran è la culla della civiltà ed è ancora oggi il cuore pulsante del Medio Oriente. Quello che accade lì ha conseguenze che superano i suoi confini. Lo dimostra anche l’Afghanistan, dove stiamo assistendo a un nuovo e drammatico inasprimento delle misure contro le donne, a cui viene nuovamente negato il diriPo allo studio. Tacere significherebbe essere complici. Raccontare, invece, è un aPo di responsabilità e di libertà».
Ad accogliere il pubblico nel pres:gioso Palazzo Roverizio sarà Erica Mar3ni, che darà il benvenuto a un pomeriggio di ascolto, memoria e impegno civile, dove musica, arte e conoscenza diventano strumen: concre: di libertà e consapevolezza.